Apple Vision Pro: rivoluzione o
rito di passaggio?  

L’intero settore delle tecnologie immersive, termine ombrello per realtà virtuale, aumentata e mista, può oggi considerarsi consacrato da un particolare evento: il debutto in società del visore per la realtà mista Apple Vision Pro. 

Esistono già prodotti affini, dal costo decisamente inferiore e dalle caratteristiche quasi completamente sovrapponibili. In cosa è da ricercare quindi la giustificazione del prodotto Apple, dato che è risibile pensare che uno schermo che riproduce gli occhi dell’utente verso l’esterno (e che sfoggia colori inquietantemente virati in blu), una risoluzione leggermente maggiore e un design retro-futuristico siano sufficienti? 

Apple ha sempre dimostrato una visione lungimirante nell’adottare e plasmare le nuove tecnologie. Tuttavia, con il lancio di Apple Vision Pro, sembra aver preso una strada più cauta e ponderata.

 

CHE COSA RAPPRESENTA LA REALTÁ MISTA?

 

La realtà mista, o mixed reality, rappresenta una fase di transizione fondamentale verso la realtà aumentata, la vera tecnologia immersiva del futuro. La realtà mista, sulla carta, va oltre la semplice sovrapposizione di elementi digitali al mondo reale; rappresenterebbe una vera e propria fusione tra il digitale e il fisico, dove le interazioni diventano più naturali e intuitive. 

La verità, tuttavia, è molto lontana da ciò. Gli esperti del settore (che non devono vendere un prodotto) continuano ad affermare candidamente che “non esiste una killer app”, un utilizzo davvero game-changing, della realtà mista; quindi, di fatto ad oggi è poco meno di una realtà aumentata in scatola di montaggio.  

Affermo ciò perché la totalità delle applicazioni in realtà mista distribuite per Vision Pro potrebbero essere serenamente portate in realtà aumentata, senza che ciò costituisca un de-featuring e in generale senza soffrire di alcuno svantaggio.  

Al contrario: ne beneficerebbero ampiamente. 

Prima che le tecnologie immersive subiscano una mass-adoption reale, consumer e globale, l’utilizzo che garantisce l’utilità maggiore è indubbiamente quello business. 

Mentre la realtà mista non può essere utilizzata in ambienti industriali, la realtà aumentata già oggi vanta alcuni dispositivi con eccellenti caratteristiche e utilizzati con grande profitto in questo settore 

La realtà aumentata in senso generale viene applicata in ambito industriale per l’assistenza, sotto varie forme, agli operatori che attivamente contribuiscono a diversi processi. Per natura, la realtà aumentata contribuisce tramite informazioni contestuali, che possono essere statiche, ovvero rappresentare una guida per le procedure standard, oppure dinamiche, cioè informazioni passate da software gestionali di varia natura e proposte in funzione di ciò che viene osservato in quel momento. Non è più una tecnologia sulla quale ci stiamo interrogando circa i possibili utilizzi, è ormai uno strumento consolidato per manutenzione assistita, assistenza remota, supporto alla logistica e molte altre applicazioni.

 

QUAL’ È LA FUNZIONE DI VISION PRO DAL PUNTO DI VISTA DEL SUO PRODUTTORE?

 

Da questo punto di vista, sembra che Apple non abbia trovato reali applicazioni per il suo target, più “home and office”.

L’azienda di Cupertino sta mettendo alla prova il proprio pubblico in questa fase di transizione, osservando le loro reazioni, comprese quelle emotive, e valutando come interagiscono con questo nuovo strumento. Apple ha compreso che il “metaverso”, così tanto discusso e investito, non è affatto il versatile coltellino svizzero che molti immaginavano, bensì la risposta a una domanda che nessuno si era premurato di porre (e che probabilmente nessuno si porrà mai). 

Prima di lanciarsi nell’arena della realtà aumentata per il consumatore finale, che per essere davvero consumer deve ancora risolvere alcuni nodi gordiani, l’azienda vuole assicurarsi di capire appieno cosa desiderano veramente le persone, chi lo desidera e perché. E la realtà mista rappresenta il terreno ideale per condurre queste indagini, fornendo un’esperienza che oggi è già sondabile, distribuibile e sufficientemente Apple. 

Apple non si accontenta di essere un semplice osservatore. La sua missione è quella di plasmare attivamente il futuro delle tecnologie immersive, anticipando i bisogni e le aspettative del pubblico. Per fare ciò, è necessario procedere con iterazioni continue del prodotto, avvicinandosi sempre di più al target di riferimento e offrendo funzionalità sempre più utili e rilevanti.

 

IL CONCETTO DI “SPATIAL COMPUTING” SECONDO APPLE

 

“Spatial Computing”: una nuova frontiera dove il digitale si fonde armoniosamente con il mondo fisico, arricchendo le nostre interazioni e trasformando radicalmente il modo in cui viviamo e lavoriamo. Con Apple Vision Pro, l’azienda si sta preparando per questo futuro, aprendo la strada a un’era di innovazione e possibilità senza precedenti. Cosa che non avverrà prima che quell’inquietante maschera da diver lasci il posto a dei rassicuranti occhiali da vista. 

In conclusione, Apple Vision Pro non è affatto un nuovo prodotto, ma il trampolino di lancio per una nuova era connotata dalle tecnologie immersive. Attraverso la realtà mista, l’azienda sta sondando il terreno, preparandosi per il prossimo capitolo del suo viaggio verso il cosiddetto Spatial Computing, che sarà dominato dalla realtà aumentata, destinata a sostituire gli attuali dispositivi come smartphone e smartwatch, integrando le loro funzionalità in un’esperienza più naturale e confortevole.

Articolo curato da Eugenio Gatto, BU Manager & Technical Sales di YReality Immersive Technologies di Eurosystem SpA

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    Ultimo aggiornamento: Aprile 2023
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